Perché il Bando “Capitale dell’Arte Contemporanea Italiana” riguarda tutti i comuni (e quindi anche tutti noi).

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha lanciato il bando per la designazione della prima Capitale italiana dell’arte contemporanea per l’anno 2026.

Il riconoscimento è stato istituito per promuovere la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea.

Saranno finanziati progetti culturali, i quali prevedano la realizzazione di attività come mostre, festival e rassegne, oltre alla realizzazione e la riqualificazione di spazi e aree dedicate alla fruizione dell’arte. arti visive contemporanee.

Verranno selezionate cinque città finaliste e infine, La Giuria proporrà al Ministro della Cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo, la quale godrà di un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle attività di progettazione presentate. Ogni città che desidera candidarsi al titolo potrà presentare una candidatura con allegato un dossier progettuale entro il 30 giugno 2024.

Ma ad interessarci non è tanto il bando in sé, se non il suo significato più ampio e l’impatto che l’istituzione di questo titolo avrà sul rapporto tra enti locali e arte contemporanea.

Sebbene sia la forma d’arte che, più di ogni altra, dialoga attivamente con la nostra contemporaneità, l’arte contemporanea rimane ad oggi un ambito ristretto a gruppi privilegiati di persone. Questo elitarismo deriva principalmente da problematiche geografiche e culturali:

  • Geografiche, perché i movimenti artistici tendono a concentrarsi nelle grandi città, e nei distretti culturali dove trovano un pubblico pagante e una rete di stakeholder interessati a supportarli.
  • Culturali, in quanto l’arte è in primo luogo un linguaggio e come tale deve essere trattato. Senza allenamento questo linguaggio rischia di assopirsi e l’arte finisce per divenire inaccessibile allo spettatore.

Questo nuovo titolo, istituito dal ministero, ci racconta una storia diversa, che vuole andare oltre questi ostacoli e intavolare un rapporto dialettico tra le comunità e il mondo dell’arte in un’ottica di sviluppo e rigenerazione

Il ruolo dell’arte contemporanea nella rigenerazione urbana

La rigenerazione urbana è un processo complesso che mira a trasformare aree dismesse o degradate in spazi vivibili e funzionali. In questo processo, la cultura e l’arte possono – e devono – svolgere un ruolo cruciale.

Lo spazio urbano, ripensato e ricostruito, attraverso l’arte acquista un valore nuovo e si fa portatore di una narrazione.  In completa opposizione ai cosiddetti “non luoghi”, così come definiti da dall’antropologo francese Marc Augé – quei luoghi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici -; al contrario l’arte funge da catalizzatore di un’identità specifica, è portatrice di una storia e porta alla creazione di relazioni tra individui.  un approccio allo spazio urbano più consapevole e volto al tentativo di riscoperta del suo valore culturale.

Di un esempio virtuoso di rigenerazione urbana che, attraverso l’arte contemporanea, ha svoltato le sorti di un comune parliamo qui, in un articolo in cui raccontiamo il nostro “Studio visit” al Farm Cultural Park di Favara.

Inoltre, ricordiamo che la rigenerazione è un processo partecipato, e come tale prevede il coinvolgimento – fin dalle primissime fasi – dei destinatari finali, in questo caso i cittadini.  Attraverso gli interventi artistici partecipativi, le persone possono trovare una connessione più profonda con il loro ambiente e con gli altri membri della comunità, incoraggiando un senso di appartenenza e rafforzando l’identità comunitaria. Al senso di orgoglio che deriva dall’abitare in un luogo bello, arricchito dalla presenza di opere d’arte, si aggiunge anche un forte coinvolgimento emotivo e personale, nato dall’impegno diretto e personale, investito nel progetto dal singolo.

L’impatto economico dell’arte contemporanea nei processi di rigenerazione

Nell’ambito della rigenerazione urbana, non è più sufficiente concentrarsi esclusivamente su interventi architettonici o urbanistici. L’arte emerge come un’alleata fondamentale nel processo di risollevamento economico dei quartieri e delle aree urbane. La valorizzazione delle espressioni artistiche non solo migliora l’aspetto estetico di tali contesti, ma apre le porte a nuove opportunità di crescita economica. Si assiste a una trasformazione tangibile: dall’arricchimento visivo alla generazione di valore economico.

L’arte è in grado di aggiungere valore al territorio, dando vita a quel fenomeno noto come “economia creativa”. Tale concetto abbraccia un vasto spettro di attività che attingono alla conoscenza e alla creatività, generando ricchezza e occupazione attraverso l’innovazione di prodotti e servizi. I festival, le mostre, le performance di strada non solo attraggono flussi turistici, ma alimentano anche l’interesse nei confronti dell’area, beneficiando direttamente il tessuto commerciale locale.

La fusione tra arte ed economia non è solo sinonimo di crescita economica, ma rappresenta anche un potente mezzo di trasformazione sociale. Le iniziative artistiche fungono da catalizzatori per la creatività, attirando talenti e spingendo all’innovazione, plasmando così un’identità unica per la città stessa. In questo scenario, l’arte assume un ruolo cruciale nel definire le strategie di sviluppo urbano, contribuendo alla formazione di comunità più inclusive e resilienti.

Arte contemporanea come strumento per la sostenibilità, nei processi di rigenerazione.

Nell’ambito delle politiche ambientali e della rigenerazione urbana, l’arte emerge come un potente strumento per promuovere la sostenibilità e sensibilizzare la comunità sui temi ecologici. Gli artisti, utilizzando materiali riciclati e scarti, trasformano rifiuti in opere d’arte che fungono da messaggeri di un consumo responsabile e eco-sostenibile. Questo non è solo un’aggiunta estetica, ma un’opportunità per coinvolgere la popolazione nella riflessione e nell’azione per un ambiente più sano.

I progetti che incarnano questa sinergia tra arte ed ecologia vanno dalla creazione di giardini comunitari realizzati con materiali di recupero alle installazioni artistiche negli spazi pubblici che invitano alla consapevolezza ambientale. Gli esperti in politiche ambientali sottolineano l’importanza di queste iniziative, che non solo migliorano l’aspetto delle città, ma promuovono anche una maggiore consapevolezza e impegno verso pratiche sostenibili.

La sensibilizzazione ambientale attraverso l’arte va oltre la mera decorazione urbana: è un veicolo per stimolare il dialogo e l’azione verso una società più rispettosa dell’ambiente. L’arte diventa così un elemento chiave nella progettazione di spazi urbani verdi e vivibili, promuovendo un’impronta ecologica nella vita quotidiana delle persone.

Che ad oggi si parli di Capitale Italiana dell’Arte contemporanea è un importante segnale dell’importanza di questi fenomeni, e della loro centralità nella creazione di società umane più sostenibili, coese e resilienti. Questo bando può essere un invito per gli enti locali ad intraprendere percorsi di rigenerazione urbana che tengano in considerazione l’arte contemporanea, e ad investire sui loro artisti locali e non, per il benessere della comunità.

Per questo, ad oggi, confinare un progetto artistico negli stretti parametri del suo settore è limitante, quando a fronte di una prospettiva meno settoriale e più integrata, è possibile dare vita a processi virtuosi che trascendono il singolo intervento.

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